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  S. Vittoria in M.

L O A D I N G

“Fermo Mia” il primo portale D.o.c.
di Fermo e del territorio fermano.

 

Nel portale “Fermo Mia” troverete tantissime peculiarità storiche della città di Fermo e di tutto il fermano, la Fermo artistica, la Fermo culturale, la Fermo storica, la Fermo nascosta, la Fermo che non si conosce.

a cura di Piero Evandri

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Santa Vittoria in Matenano

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Santa Vittoria in Matenano   »    La Città dei Monaci Farfensi

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Santa Vittoria in Matenano  -  Città dei monaci farfensi.

 

Cenni storici

Nell’anno 898, mentre i Saraceni depredavano e distruggevano l’Abbazia di Farfa, l’Abate Pietro dalla Sabina si trasferì insieme ai suoi confratelli nel Piceno. La fortificazione, edificata da Pietro sul Colle Matenano ai primi del secolo X, si avvalse di una positura di forte valore difensivo, e accolse nel 934 le preziose reliquie della venerata Santa Vittoria, Martire Sabina.

 

Santa Vittoria in Matenano raggiunse l’apice della sua floridezza e del suo potere territoriale quando nel 1357 divenne sede del Presidato Farfense, un organismo amministrativo con ampie prerogative giuridiche su tutto il territorio Piceno. Divenuto libero Comune nel secolo XIII, il Castello di Santa Vittoria era dotato di un corpo di proprie norme statutarie già nel 1446. Sempre presso il Monastero di Santa Vittoria, alla metà del secolo XV, grazie all’opera di Frà Marino Angeli, si formò una scuola pittorica di solido carattere e di notevole incidenza sull’arte Picena dell’epoca. In seguito alle demolizioni del 1771, sulla cima del colle, solitaria nello scenario del Parco delle Rimembranze, si profila la chiesa della Resurrezione. Questa presenta un altare centrale con colonne tortili e l’elegante statua del Cristo, presso la quale si entra nella Cappella degli Innocenti, detta anche oratorio Farfense. Il Santuario di Santa Vittoria (XVIII sec.), posto più in basso, è una solida e imponente costruzione neoclassica con impianto a tre navate e croce latina.

Al suo interno, tra le tele esposte va ricordata la predicazione di S. Giovanni Battista di Sebastiano Ghezzi.

L’ampio corso Matteotti costituisce l’arteria principale del Castello. Luogo di ritrovo e strada di rappresentanza, si qualifica alla stregua di una lunga piazza  a capo della quale campeggia l’alta torre trecentesca dell’Abate Odorisio, pregevole esempio di Porta-Torre merlata, ma anche Torre Civica. Lungo il corso si notano i prospetti  rinascimentali del Palazzo dei Della Torre, Palazzo Melis, la chiesa di S. Agostino con l’annesso convento che ospita attualmente il Municipio ed offre un pregevole chiostro cinquecentesco. La tessitura delle vie minori, (data da una successione eterogenea di spazi verdi, scorci, il tutto reso armonico dalle tonalità cromatiche del mattone), dà una sensazione di raccoglimento, di misura e di silenzio.

 

Cenni geografici

Il Matenano è una collina a 625 m.s.m.; è il primo contrafforte preappenninico del contado fermano, in posizione centrale tra il mare Adriatico e i Monti Sibillini, dai quali, in linea d’aria, dista mediamente non più di 30 km.. I dati geografici sono: longitudine est del meridiano di Roma (Monte Mario 1°03’44”),  da Greenwich 13°30’52”; latitudine nord al parallelo 43°01’06”; superficie km2  25,90. Alle falde del Matenano scorrono e fanno da confine i fiumi Tenna (Nord) ed Aso (Sud); l’Ete Vivo (Est) vi trova la sua sorgente e segna il confine con Monteleone di Fermo; mentre a ponente i fossi dell’Inferno e del Laè segnano il confine con Montefalcone Appennino; il Tasciano, nel versante del Tenna, delimita il confine con Servigliano; il Roncone, nel versante dell’Aso, confina con Montelparo.

Notevole è il dislivello tra la cima del tufaceo Matenano e le valli dei fiumi sopra ricordati, che scorrono rispettivamente: l’Aso, a Ponte Maglio, a quota 298 m., il Tenna, al confine di San Gualtiero, a quota 240 m., e l’Ete Vivo, al confine con Servigliano, a quota 200 m.; per cui il territorio comunale è solcato da fossi ripidi e profondi che lo dividono nelle storiche sei Contrade, o Sestieri.

Da vedere e visitare

 

Giro turistico

L’attuale Corso Matteotti (nella toponomastica del 1901, Corso Umberto I°) era ricordato negli Statuti Comunali come “Via Perticaria”, perché sul lato destro, per larghi tratti, si stendeva il bosco per le pertiche, detto “Sylva perticaria”. Per la sua ampiezza, la gente dà a tutto il Corso il nome di “Piazza”.

 

L'Archivio Storico Comunale

Recentemente risistemato, è ricco di numerose pergamene che vanno dal 1212 al 1807, ordinate, catalogate e divise per argomento con note dorsali dell'abate Vogel. In parte furono pubblicate dai Coiucci in "Antichità Picene". Molto importante il codice originale delle "Assegne" che porta la data dei 1299, ottimamente conservato e di facile lettura, nonché il testo originale degli Statuti Comunali scritto dal Notaio Niccolo Colucci nel 1446 su carta pergamena. Ordinato ed aggiornato con gli altri volumi, registri e libri di amministrazione costituisce unitamente alla Biblioteca Comunale un ricco ed importante patrimonio culturale.

 

L'Archivio Capitolare di S.Vittoria

Ha sede presso gli uffici della Prioria, o casa parrocchiale.

 

Il Palazzo Comunale

Fu realizzato dalla trasformazione del Convento dei Padri Agostiniani, divenne sede del Municipio nel 1862. In tempi diversi fu anche sede della Pretura Mandamentale. Nella Sala Consiliare si conserva una Natività di Vincenzo Pagani, affresco distaccato dall'ex chiesa di S.Francesco. Del Pagani il Comune possiede anche altre due tavole: una Madonna in gloria, una specie di Cona-gonfalone per l’offerta del pallio e dei ceri da parte del magistrato e delle Corporazioni delle Arti nella Festa di Santa Vittoria; e una Deposizione del 1529, olio su tavola (225x125) con cornice dorata che, dal 1923, tiene in deposito la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno. Su colonna il semibusto di Raffaele Lamponi, patriota, decorato con medaglia al valore. Dalle finestre della Sala Consiliare si possono osservare le colonne e gli archi del porticato quattrocentesco del "Chiostro di S.Agostino".

 

Chiesa di S. Agostino

Ricostruita nel XVI sec. su resti medioevali e rinascimentali. Alla fine del ‘700 fu trasformata e rinnovata nelle linee neo-classiche, che tuttora conserva.

 

La Torre Civica o Torre di Palazzo

E’ il monumento che caratterizza questa storica cittadina. Alla base misura m.4,50 ed è alta m.27.50. La Torre e le mura di cinta furono costruite dall'abate Odorisio (1235-1238).

 

Palazzo dei Della Torre

Il Palazzo dei Della Torre, del sec. XV, si affaccia sul Corso Matteotti, mostrando intatte le strutture quattrocentesche nella parte alta e le ferite nella inferiore, infertegli nei secoli successivi. Sotto l’alto arco si apre un’erta salita denominata “Ponte Conti della Torre”, in ricordo dell’illustre famiglia, di origine ascolana, che vi abitò.

 

Palazzo Lamponi

Il Palazzo Lamponi fu costruito nel ‘700, nel periodo in cui fiorì lo stile neo-classico, quando nel Corso si allinearono altre costruzioni pubbliche e private del medesimo stile. La famiglia Lamponi rifulse a Santa Vittoria dalla seconda metà del ‘700 fino alla metà del secolo presente.

 

Palazzo Martini

La facciata fu ricostruita alla fine del ‘700 da Giuseppe Martini, che fu Prefetto Consolare. Nell’interno si conservano mobili del 1400, stemmi, la biblioteca e l’oratorio privato, che testimoniano l’antica nobiltà della famiglia che diede uomini illustri nel governo del paese.

 

Palazzo Melis

Il Palazzo Melis, fu costruito nel 1530. La data è scritta sulla terza finestra. L’architettura si presenta con linee pure; il tutto ci dà un senso di equilibrata armonia. È una costruzione a due piani, oltre il pianoterra; il disegno architettonico del primo, robusto e massiccio, si presenta più snello nel secondo, ove le finestre sono più alte di un mattone. Sull’architrave della parte centrale corre la scirtta: “Firmamentum est Dominus timentibus eum” (Il Signore è sicurezza di chi lo teme) La famiglia Melis fu una delle più illustri di S. Vittoria. Tra i suoi discendenti molti membri si resero utili in pubblici incarichi e servizi.

 

Palazzo Monti

Il Palazzo Monti e` una delle costruzioni di maggior rilievo. La costruzione risale alla seconda metà del secolo XVII e dello stesso periodo sono gli affreschi che rivestono i soffitti delle sale poste al piano nobile.

 

Ex Chiesa di Santa Maria

La ex chiesa di S. Maria ha una storia relativamente recente. Fu fondata dalla signora Vittoria Podi, in Galeotti, nel 1630, come chiesa monastica delle Clarisse, sotto il titolo di S. Maria della Pace. Dopo la soppressione napoleonica delle Clarisse, nel 1810, chiesa e monastero furono acquistate da D. Nicola Cocci, parroco di S. Maria della Valle, che vi si trasferì nel 1825. Nel 1950 fu ridotta a luogo di ritrovo e di incontri socio-culturali dei giovani di Azione Cattolica; la canonica fu trasformata in “Albergo Ristorane Farfese” nel 1969.

 

Teatro Comunale Del Leone

Costruito probabilmente su progetto dell’architetto Pietro Maggi, venne inaugurato nel 1815 con il nome di “ Teatro del Leone”.

 

La Piazza della Repubblica

Non è stata sempre così ampia, né così accogliente nelle riposanti ombre dei tigli attorno alla fontana. Un tempo costituiva l’ingresso della Porta San Salvatore, considerata la più importante del paese. Questo spazio era occupato anche dalla Chiesa di S. Salvatore, che appare come Parrocchiale, fin dal 1307, per gli abitanti della omonima contrada. Fuori porta San Salvatore si teneva il mercato del bestiame nei giorni di fiera.

 

Il Balcone dei Sibillini

E’ un grazioso terrazzo posto all’ingresso del paese, un bel sito di osservazione. Il panorama si estende oltre Montefalcone e Smerillo, fino alla fascia dei monti Sibillini; oltre il Tenna, con dietro i cucuzzoli di Monte San Martino e Penna San Giovanni.

A sinistra stanno i contrafforti delle mura di sostegno del centro abitato e contro le insidie del fosso “Le Lame”.

Sopra le mura, per riparare la piazza dalla tramontana, fu costruita una bella fila di botteghe. L’opera di protezione fu fatta intorno alla metà del ‘700, con il contributo del Governo Pontificio, al tempo del Papa Benedetto XIV, come si può leggere nella lapide sopra la fontana a muro, dopo le botteghe.

 

Monastero delle Benedettine.

Si ha notizia di questo monastero di clausura fino dall’anno 990, come comunità claustrale femminile, dipendente dal Priore del monastero di Santa.

 

La Collegiata o Santuario e il Sarcofago della S.V. Vittoria

Realizzata su disegno dell’Architetto Pietro Augustoni di Como (1741-1815) sotto la direzione tecnica del Sig. Domenico Fontana, nel decennio 1783-1793, l’opera costò al capitolo 25.000 scudi romani.

Al suo intero, nella “Cripta di Santa Vittoria”, sono custodite le reliquie della martire romana.

 

Il Cappellone degli Innocenti

Imponente costruzione situata sull’apice del Monte Matenano, conserva al suo interno splendidi affreschi quattrocenteschi.

 

La Chiesa di San Salvatore

La chiesa di S. Salvatore, che ora è al centro del paese fu costruita nel 1805, tra il piano della Via Lamponi (ingresso) e quello sopraelevato della via Taccari (sacrestia).

 

Fonte del Latte

Mezzo miglio più avanti si trova la famosa “Fonte del Latte”, presso la quale, secondo antica tradizione, i monaci con i loro uomini sostarono nella “Traslazione delle Reliquie di S. Vittoria”, il 20 giugno 934.

 

Chiesa della Madonna degli Angeli

Situata al termine della discesa della strada provinciale che conduce a Montelparo, nel medioevo era detta “S. Maria Chorus Angelorum”, questo titolo dedicatorio era dovuto all’affresco di arte riminese (sec. XIV) riproducente, in posizione frontale, una maestosa “Madonna del latte” assistita da Angeli musici.

 

 

PERSONAGGI ILLUSTRI

Al momento non vi sono schede di riferimento.

 

 

MANIFESTAZIONI

In aggiornamento

 

 

Tipicità

Al momento non vi sono schede di riferimento.

 

 

Si ringrazia l'amministrazione comunale di Santa Vittoria in Matenano per la concessione del materiale e l'apporto fornito
alla realizzazione delle pagine.

Un ringraziamento particolare al Dott. Ermanno Traini.

© Copyright foto e testi del comune di Santa Vittoria in Matenano, Piero Evandri & www.FermoMia.it

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