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  Itinerari della fede

“Fermo Mia” il primo portale D.o.c.
di Fermo e del territorio fermano.

 

Nel portale “Fermo Mia” troverete tantissime peculiarità storiche della città di Fermo e di tutto il fermano, la Fermo artistica, la Fermo culturale, la Fermo storica, la Fermo nascosta, la Fermo che non si conosce.

a cura di Piero Evandri

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Collegiata di San Lorenzo

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Comune di Monte San Pietrangeli

 

Collegiata di San Lorenzo

 

Collegiata di San Lorenzo (1799-1859). Progettata dal Valadier, la chiesa figura tra i più interessanti esempi del neoclassico marchigiano. Le linee classiche della struttura richiamano un po la basilica un po il tempio pagano.

Una breve scalinata dà accesso al pronao, dotato di sei colonne doriche in laterizio alte più di otto metri; la torre campanaria si erge sottile ed elegante dietro la curva dell'abside e culmina in un grazioso cupolino che le permette di raggiungere i quarantaquattro metri di altezza.

L'interno è suddiviso in tre navate, scandite da due file di quattro colonne di sette metri e mezzo di altezza, con capitello ionico e fusto liscio poggiante su bassi plinti. Spiccano le decorazioni del fermano Pietro Lucchi, che si integrano col vasto apparato decorativo (tele, affreschi e tempere) realizzato dal celebre Luigi Fontana nell'arco di un decennio (1858-1868).

Partendo dal fondo della navata destra, dapprima incontriamo l'altare di San Francesco, in cui è raffigurato il fondatore dell'Ordine mentre riceve le stimmate e di seguito la statua a grandezza naturale di San Biagio (1853), opera giovanile del Fontana. Giungiamo poi all'altare intitolato a San Giuseppe, in cui è custodita una statua del Santo col Bambino in braccio.

 

Proseguiamo fino all'abside destra del transetto, in cui trovano spazio "l'Ultima Cena" e un altare reliquiario che si apre per mezzo di una macchina a corde; dopodichè andiamo a posizionarci a ridosso dell'altare maggiore, sovrastato da un imponente rappresentazione della "Gloria di San Lorenzo".

Osservando il catino absidale possiamo ammirare "l'Incoronazione della Vergine", l'opera più ispirata e luminosa dell'intero ciclo decorativo, con la figura soave di Maria china nella sua "espressione di modestia e sovrumano candore", collocata in uno spazio metafisico reso ancora più solenne da "giochi di angeli fluttuanti". Poco al di sotto della trabeazione, si dispongono cinque figure di santi con al centro San Lorenzo, affiancato da San Biagio e San Raffaele a destra, da San Pietro Apostolo e San Michele Arcangelo a sinistra.

Percorriamo ora la navata centrale, in modo da poter meglio apprezzare i grossi lacunari dipinti che scompartiscono la volta a botte.

Giunti in prossimità della tribuna che sormonta l'ingresso, indirizziamo lo sguardo verso la lunetta occupata dal "Martirio di San Lorenzo", grandiosa scenografia eseguita dal Fontana nel periodo della piena maturità artistica. Raggiungiamo quindi il fondo della navata sinistra, dove incontriamo l'altare di Sant'Anna che ospita "l'Educazione della Vergine"; seguono l'altare della Madonna di Lourdes e quello del Crocifisso, in cui appunto è conservato un grande crocifisso ligneo del XVII° sec.

Meritano una segnalazione a parte: il moderno organo dotato di 1264 canne e 23 registri; le statue a tutto tondo del Gesù e degli Apostoli, realizzate dal Fontana intorno al 1861 e visibili solo durante la rappresentazione dell'Ultima Cena, in occasione della Settimana Santa. Le tredici figure, alte dai 65 ai 100 centimetri, hanno struttura e articolazioni di legno con avvolgimenti in canapa (alla maniera dei pupi napoletani) e panneggi di tela gessata e cartapesta; solo i volti e le mani sono di stucco policromo.

Sotto l'area absidale, si dispongono infine gli ampi spazi della cripta, decorati dall'artista locale A. Quintili.

I due maestosi leoni in terracotta che fronteggiano l'ingresso della Collegiata, sono anch'essi opera del Fontana, che scelse di collocarli all'imboccatura della rampa di Via Vittorio Veneto.

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