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Fermomia: Il primo portale web della città di Fermo, del fermano e dei fermani D.o.c.  -   A cura di Piero Evandri
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Lo Speleologo Massimo Spagnoli - Fermo

Lo Speleologo e Scrittore
Massimo Spagnoli

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Breve Biografia di Massimo Spagnoli

Risiede e vive a Fermo.

La sua più grande passione è fare lo speleologo: esplorare il sottosuolo per ricercare e scoprire “le radici” di ciò che esiste e si vede in superficie.

Coordina il Gruppo Speleologico Cavità Artificiali del CAI di Fermo ed accompagna i gruppi di escursionisti.

Ha scoperto, censito e catalogato tutti gli acquedotti romani e medioevali della città di Fermo.

L’attività di ricognizione si è estesa anche in molti paesi piceni.

Le sue ricerche e scoperte sono state raccontate in ben nove volumi ed in molti articoli in giornali e riviste marchigiane.

Tre sono le “specificità” delle pubblicazioni: raccontano ciò che lo Spagnoli ha visto e verificato personalmente; confrontano le sue tesi, ancorate agli elementi oggettivi delle realtà esaminate, con ciò che hanno detto nel corso dei secoli altri studiosi e storici; forniscono elementi storici di riferimento con una ricca e sistematica bibliografia.

 

Pubblicazioni

 

L'IPOGEO DI FERMO
Pozzi e cunicoli romani e medioevali di Firmum Picenum

di Massimo Spagnoli ed Alma Monelli

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Il Gruppo “Cavità Speleo Artificiali” nasce nel 1995 su iniziativa di alcuni soci del Club Alpino Italiano appassionati di speleologia e di storia locale con l’intento di ispezionare un cunicolo situato all’interno delle Grandi Cisterne Romane, cunicolo poco noto agli studiosi di archeologia, esso infatti fino ad allora non era indicato sia nei testi di storia locale, né nelle descrizioni delle visite guidate all’interno della grande opera romana di via Paccarone.

La ricognizione condotta con grande spirito di avventura, si è rivelata di grande interesse storico-archeologico oltre che una esperienza veramente stimolante. L’interessamento e l’attrazione per questa opera sotterranea ha stimolato nell’immediato una documentazione fotografica inedita ed una rilevazione strutturale comprendente anche una planimetria di precisione dell’impianto. Uno studio storico successivo ha consentito l’elaborazione di una scheda completa della rilevazione. Il gruppo inizia così, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, la straordinaria avventura nel sottosuolo di Fermo, con lo scopo di perlustrare gallerie e pozzi non più percorsi da secoli, impegnando appassionati e volontari in un lavoro mai realizzato prima. Le ricerche effettuate hanno portato alla scoperta di altri cunicoli la cui storia, ormai dimenticata e persa nell’oblio, viene recuperata alla memoria.

Le ricognizioni hanno riguardato ventiquattro cunicoli e cavità tuttora in ottimo stato di conservazione con percorsi rilevati di oltre 1880 metri; a queste, in futuro ne seguiranno altre, ove verranno eseguiti lavori di apertura di vecchi tamponamenti eseguiti impropriamente.
Gli obbiettivi dell’ “impresa” sono stati individuare, censire e fotografare la rete sotterranea  dei condotti drenanti delle mura della fortezza, degli antichi acquedotti che alimentavano le antiche fontane e le numerose cisterne della città romana e medioevale.
Il volume “Pozzi e cunicoli romani e medievali di Firmum Picenum” edito nel 1999 racconta la storia di queste fantastiche esplorazioni e ricompone attraverso molteplici tasselli la memoria storica del sottosuolo fino a ieri sconosciuta.

 

Foto gallery - © Massimo Spagnoli - © www.FermoMia.it

 

© Elaborazione Foto www.FermoMia.it
Autorizzazione alla pubblicazione per gentile concessione di Andrea Livi Editore
» www.andrealivieditore.it

 

LA FERMO SOTTERANEA
Fermo Nascosta e Segreta
Viaggio nella città sotteranea 

di Massimo Spagnoli

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A seguito delle numerose esplorazioni sotterranee degli speleologi del CAI, e con la pubblicazione di un apposito volume sui cunicoli romani e medievali di Fermo, si è evidenziata la necessità di divulgare la conoscenza di strutture nascoste della città sotterranea.

Italia Nostra e il  Club Alpino Italiano, con il patrocinio di enti pubblici e la collaborazione di altre associazioni di volontariato, hanno unito le proprie esperienze ed energie per proseguire nelle ricerche scientifico-culturali volte a valorizzare il ricco patrimonio ipogeo della città, che potrà rappresentare uno degli elementi trainanti di promozione turistica.

Il sistema è composto dalle Grandi e Piccole Cisterne romane, da una fitta rete di acquedotti e cunicoli antichi, da grotte, pozzi e fontane. Questo grande patrimonio dovrà altresì costituire oggetto di visita e studio da parte delle scuole della città e del territorio. I partners sono stati coinvolti nel corso dei numerosi incontri del progetto "Percorsi sotterranei adriatici", una rete interregionale di ricerca, valorizzazione, tutela e promozione turistica dei luoghi nascosti.

» www.fermosotterranea.it - * italianostra.fermo.fm

 

 

Una Sibylla Appenninica
Cronache, Scenari, Mitopoiesi
Nelle terre di una Sibylla Appenninica

di Massimo Spagnoli

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LA SIBYLLA APPENNINICA

La pubblicazione prende in esame le cronache e gli scenari della misteriosa Sibylla Appenninica e conseguentemente le storie del lago di Pilato.
L’opera si avvale di una meticolosa ricerca storica ed evidenzia particolari aspetti che sollevano profonde riflessioni sull’esistenza di una Sibylla Picena.  La ricerca avviene in un arco di tempo dal periodo romano fino ai nostri giorni, coinvolgendo scrittori e studiosi sul tema.
L’esigenza di una maggiore conoscenza e verità sull’oracolo tanto decantato è nata dalla necessità non solo per uno studio più approfondito nell’arco dei tempi, ma soprattutto dalla circostanza per l’acquisizione e la comprensione della sussistenza del mito.

 

 

 

 

SENTIERI E LUOGHI dimenticati dei Sibillini
Ricerche e studi sui opercorsi archeologici del'appennino Centrale.

di Massimo Spagnoli

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Un Libro del Cammino per i Sibillini

Tra le uscite del CAI e Italia Nostra, le visite agli ipogei delle Marche e l’Archeoclub, Massimo Spagnoli ha messo insieme le sue “visite pastorali” ai siti che continuamente scopre e percorre con i più fidati compagni di cordata (quelli che più gli …. danno corda !). A molti di noi è capitato di assistere al suo sperimentato duetto con il Professore (Angelini) sul sentiero che non c’è. Alla fine della commedia  il sentiero si trova e il gruppo riparte. Non senza il rituale fervorino, la serie di ammonimenti che, esperti e non, debbono ascoltare con attenzione. Non è un caso che la Cengia delle Ammoniti sia uno dei toponimi preferiti, nonché uno dei percorsi più gratificanti, anche per chi s’è dovuto fermare alla vecchia fonte. Fonti orali (i vecchi della montagna) e fonti scritte ama attraversare questo Calibano nostrano (rispetto al Calibani di Ascoli !) dal Libro di Cecco a quello Perogno di Joyce Lussu, da Andrea da Barberino e Antoine de La Sale fino ai nostri Antonelli, Egidi, Siliquini e tanti altri che hanno scritto sui Sibillini.

Sui sacri testi il Nostro s’istruisce continuamente e imbastisce una trama di leggende intorno alle Cengie relativamente esposte, un leit-motiv, alle vaze (balze), canali, terrazze, crode, costoloni e casali per erudire gli “escursionisti tradizionali” che leggendo delle rovine di san Chiodo potrebbero pensare, per l’appunto, ad un …chiodo, ad uno scherzo. Chi si è avventurato con lui per passaggi stretti ed alti, decisamente esposti, sa che non è né scherzo, né follia, solo desiderio di conoscenza. E si tratta di Infernacci, Infernaccetti e “Salti di Belzebù” come è per il “Sentiero degli Agrifogli”, lungo il Tennacola. Tra Giampiereto e Piobbico, con l’abbazia di “Santa Maria inter rivora; ma da ragazzi non ci davano tante indicazioni, una volta. Adesso abbiamo una guida che ci permette di ritrovare quei luoghi dell’infanzia con cognizione di causa, con in mano le carte per godere di tutta la bellezza del sito. Grazie al nostro Autore, Pontefice (costruttore di ponti, in senso letterale) Massimo, delle nostre montagne amatore, conoscitore …..perito.

Prof. GIOCONDO ROGONI

 

 

SENTIERI E LUOGHI dimenticati dei monti Sibillini
2°volume

Ricerche e studi sui sentieri archeologici dell'Appennino Centrale

di Massimo Spagnoli

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CONTINUA IL CAMMINO SUI SIBILLINI.
Massimo Spagnoli, speleologo, ricercatore e accompagnatore di escursionismo del Club Alpino Italiano presenta “SENTIERI E LUOGHI DIMENTICATI DEI MONTI SIBILLINI,  2° Volume”.

Dopo una continua ricerca e a seguito della precedente pubblicazione sui sentieri archeologici dell’Appennino Umbro-Marchigiano, un nuovo volume si è concretizzato con altri 19 percorsi particolari, inconsueti e originali fuori dai soliti schemi escursionistici.

L’opera tratta ed esamina, attraverso varie realtà, situazioni storiche e rappresentazioni, luoghi e sentieri sconosciuti geograficamente diversi e lontani dalla memoria di oggi, con spunti storici, ma soprattutto con nomi e assiomi, purtroppo in alcuni casi divenuti incomprensibili.
Questi percorsi si pongono in un aldilà fisico-temporale tipico del passato, non abituali; passaggi insoliti e inconsueti.

Infine, l’ultimo grande cammino, il GAS (grande anello dei Sibillini) ci viene descritto da Gianfranco Pistolesi, noto e affermato escursionista del CAI, appartenente al gruppo TAM, (tutela ambiente montano) che in cinque giorni ha attraversato e peregrinato l’intera regione Sibillina, segnalando il valore, la rilevanza di questo tracciato escursionistico che abbraccia tutte le nostre montagne.

Il volume, dimensioni 17x24, pagine 166, con prefazione del prof. Giocondo Rongoni e numerose immagini a colori è stato patrocinato da “Genius il futuro dell’ecologia”.

 

 

La Sibylla Appenninica

di Massimo Spagnoli

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L’ultimo libro di Massimo Spagnoli, speleologo, ricercatore e accompagnatore di escursionismo del Club Alpino Italiano si intitola “LA SIBYLLA APPENNINICA – Mitologia e mitomania, studio critico”, a seguito e a conclusione di CRONACHE, SCENARI MITOPOIESI NELLE TERRA DI UNA SIBYLLA APPENNINICA.

                     Dopo una serie di ricerche e dopo la precedente pubblicazione sull’argomento, in particolare sui fatti e sulle leggende, un nuovo studio si è concretizzato sulla rappresentazione della Sibylla Picena.

                     L’opera affronta il rapporto con la storia attraverso incroci, realtà, rappresentazioni di precedenti scrittori e scientificamente rapporta la realtà antropologica al mito attraverso matrici oggettive, seleziona punti di vista, situazioni toponomastiche, spunti di storici e autori moderni dove si evidenziano in particolare differenze formali sul resoconto storico di questa Sibylla Appenninica, scevre di facili retoriche.

                       La visione dell’Oracolo del monte Sibilla, si pone in effetti in un aldilà fisico-temporale tipico dei sogni, diverso dalle tradizionali raffigurazioni secolari e purtroppo non ha nulla a che fare con la realtà se non come immagine romanzesca e rocambolesca.

                     L’esigenza di una maggiore conoscenza e verità sull’oracolo tanto decantato è nata dalla necessità, non solo per uno studio più approfondito nell’arco dei tempi, ma soprattutto dalla circostanza per l’acquisizione e la comprensione della sussistenza del mito.

                       Il volume, dimensioni 17x24 pagine 64, con prefazione del Dott. Andrea Vesprini, introduzione del prof. Vincenzo Antonelli e addendo del prof. Giuseppe Rossi è disponibile in tutte le librerie del territorio.

 

 

Montegranaro Sotterranea

di Massimo Spagnoli

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Una serie di ricerche nel sottosuolo del centro storico di Montegranaro  ha portato alla luce l’esistenza di spazi chiusi ed impenetrabili, abbandonati dal mondo e cancellati dalla storia.

Un mondo segreto che svela grotte, antri; una intricata rete di passaggi, una Montegranaro del sottosuolo che promette il racconto di storie antiche e misteriose.

Il Gruppo Speleo del CAI di Fermo, esegue attività di ricerca, studia il mondo del sotterraneo, pubblica opere divulgative delle cavità artificiali, esplorative e fotografiche per la conoscenza del territorio.

Il volume dimensioni 17x24, pagine 108 è interamente a colori.

 

 

 

 

I Sistemi Ipogei
del Castello di Grottammare

di Massimo Spagnoli

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Ho il piacere di comunicarvi l’avvenuta nuova pubblicazione “I sistemi ipogei del Castello di Grottammare - Ca-strum Gruptarum ad Tesinum” a cura del Gruppo Speleo Cavità Artificiali CAI Fermo, testi di Massimo Spagnoli, Fabrizio Ioiò, Carminio Spinucci.

Il libro analizza e rende pubbliche le ricerche eseguite fin dal 2010 che ha interessato ripostigli, fondaci, neviere, porti-ci sotterranei, vie di transito, ma soprattutto acquedotti per la captazione delle acque sorgive e condotti drenanti; una esplorazione complessiva di circa 600 metri di percorsi, suddivisa in 11 schede che forniscono una descrizione dettaglia-ta delle cavità, arricchita da mappe e foto esplicative e un ampio apparato di informazioni geologiche, morfologiche e storiche sui siti analizzati. Uno studio utilissimo, meritevole di coniugare la serietà scientifica con la divulgazione, che per la prima volta, si inoltra in un settore della ricerca fino ad ora inesplorato per il territorio di Grottammare.
Il volume dimensioni 17x24, pagine 128 è interamente a colori.

Il Gruppo Speleo Cavità Artificiali CAI Fermo nasce nel 1995 su iniziativa di alcuni soci del Club Alpino Italiano appas-sionati di speleologia urbana con l’intento di condurre approfondite esplorazioni nel sottosuolo della città romana di Fir-mum Picenum.

 

 

Panorami sotterranei a Firmum Picenum
Le Cisterne (Castella Aquarum)

di Massimo Spagnoli

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Dopo un esauriente excursus critico delle diverse ipotesi sulla origine storica di Fermo e sulla etimologia del suo nome, formulate da storici e studiosi nel corso dei secoli, la pubblicazione descrive analiticamente le tecniche di architettura e di ingegneria idraulica usate dai Romani per costruire le strutture funzionali alla vita delle loro città, con particolare riferimento alle cisterne ed agli acquedotti per raccogliere, conservare e distribuire nel tessuto urbano le risorse idriche, prevalentemente piovane.

Lo Spagnoli, poi, affronta con ricchezza di particolari e con grafici, planimetrie e fotografie la descrizione delle famose “Grandi Cisterne romane” che si trovano a Fermo in via degli Aceti e delle “Piccole Cisterne”, che sono all’ingresso di Piazza del Popolo e sulle quali poggia parte del Palazzo Comunale.

Ne descrive la struttura architettonica, il materiale usato per la loro costruzione e per la conservazione delle acque piovane, nonché le modalità della loro diramazione nel tessuto urbano e le diverse utilizzazioni che le Cisterne hanno avuto nel corso dei secoli.

Vengono esaminate anche le modalità di immissione (le bocchette) delle acque nelle Cisterne e della loro emissione e distribuzione con particolari condutture nel territorio cittadino.

Ma oltre a queste due Cisterne, note ai Fermani e apprezzate dai turisti, ne descrive altre tre di recente ricognizione speleologica, fatta dal Gruppo Speleologico Cavità Artificiali del CAI di Fermo.

La prima è il cosiddetto “Pozzo del tempio pagano”, sotto la chiesa paleocristiana nella Cattedrale del Girfalco: ha una profondità di 12 metri ed un diametro tra gli 80 e i 90 centimetri.
Sul fondo del Pozzo si diramano due cunicoli ortogonali: uno verso Nord e l’altro verso Sud.

Lo Spagnoli, a differenza di altri studiosi, sostiene, in base ai rilievi effettuati, che il Pozzo avesse funzione solo di cisterna e che non alimentasse le “Grandi Cisterne romane”.
L’altra cisterna scoperta nel 1927, durante i lavori del serbatoio del Consorzio Idrico, si trova all’estremità Est del Girfalco ed era alimentata molto probabilmente dalle acque piovane.

La terza cisterna è quella del cosiddetto Teatro Romano, sul versante Nord del Girfalco, in via del Teatro Antico.
E precisamente nei sotterranei del Collegio degli artigianelli di don Ricci, si conserva un vano nel quale doveva insistere una piccola cisterna epuratoria, che era alimentata dall’acquedotto sotterraneo proveniente dal sottosuolo del Teatro, come è risultato al Gruppo Speleologico del CAI di Fermo, attraverso il sopralluogo effettuato nel 1995.
In conclusione, il libro, oltre a dare nuove soluzioni a molti interrogativi archeologici e storici, non ancora pienamente risolti, relativi alla natura, alla costruzione e alle funzioni delle cisterne romane e degli acquedotti presenti nella città di Fermo, permette di comprendere meglio il ruolo che i Romani attribuivano alle città da loro fondate o sviluppate, ai cui abitanti volevano offrire servizi essenziali adeguati ai loro bisogni.

 

 

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"FermoMia" ringrazia di cuore lo Speleologo Massimo Spagnoli per la collaborazione offerta alla realizzazione di questa pagina.

Un particolare ringraziamento All'associazione ITALIA NOSTRA Sez. di Fermo.
* Sito sezione di Fermo -  italianostra.fermo.fm

 

E' possibile effettuare la consultazione di questi libri presso la biblioteca di Fermo.
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* Tutti i diritti riservati
* Pagina di informazione e promozione gratuita.

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