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Il borgo di Torre di Palme - Fermo

torredipalme_fontebattesimale_pTorre di Palme è un antico borgo medioevale che sorge sulle pendici di una collina situata a ridosso del litorale adriatico, quattro chilometri a sud della località di Porto San Giorgio. Essa è una frazione del comune di Fermo sin dal 1875; attualmente, nel centro storico delimitato dalle antiche mura, risiedono 800 abitanti.

Il luogo, soprattutto nel periodo estivo, è meta di numerosissimi visitatori per via della notevole presenza di testimonianze architettoniche dei precedenti periodi storici e della stupenda collocazione ambientale.
Secondo il parere di alcuni storici ottocenteschi, studiosi del cronista romano Plinio il Vecchio, Torre di Palme era, in considerazione della sua strategica posizione, un avamposto di osservazione e di difesa dell'antica città di Palma, metropoli dell'agro palmensis fondata da popolazioni sicule e liburne (fenicie). Da queste ragioni nasce il nome della località: dal latino, turris che infatti significa "difesa" e per palmae si intende "della città di Palma". E' quindi probabile che la distorsione nella pronuncia volgare avvenuta in epoca successiva al periodo medioevale abbia trasformato il nome Torre di Palma in Torre di Palme. Le popolazioni dell'agro vivevano prevalentemente di agricoltura: l'abbondanza di materiale anforario, oggetto di ritrovamenti nelle campagne intorno al borgo, lascia supporre una intensità di traffici commerciali. Plinio inoltre descrive anche le ottime qualità di un vino denominato "Marano". Intorno all'anno Mille, sulla collina dell'avamposto di Palma, si forma l'insediamento dell'attuale borgo per opera di alcuni ordini monastici, i quali costruirono la prima Chiesa di San Giovanni.

In epoca successiva i Canonici Lateranensi costruirono il Convento e la Chiesa di Santa Maria a Mare. Il priore di questo convento doveva essere molto importante perchè esistono numerose "Bolle Pontificie" (documenti papali) che assegnavano a questa chiesa la supremazia su altre della zona: il controllo sui beni delle chiese vicine era addirittura superiore a quello che il papa conferiva allo stesso Vescovo di Fermo. La notevole importanza del priore è anche dimostrata da un affresco tuttora esistente all'interno della chiesa. L'autore di quest'opera raffigurante la Madonna col Bambino, Santa Caterina d'Alessandria e San Paolo, dipinse inginocchiato e di dimensioni inferiori a quelle dei santi, proprio il priore del convento, committente del dipinto. In alto al centro è raffigurata l'immagine di Cristo Benedicente con ai lati, due angeli. A sinistra invece, vi sono delle scritte ormai illeggibili che sicuramente indicavano il nome del priore raffigurato; sulla destra, a forma di scudo, viene inoltre raffigurato lo stemma della famiglia del monaco. Esso ha la forma di scacchiera di colore giallo oro e verde scuro (da questo affresco sono stati infatti presi i tipici colori che contraddistinguono la contrada di Torre di Palme durante il Palio dell'Assunta). Al centro dello scudo, in alto, vi è uno stemma a forma di stella marina. Un analogo stemma lo troviamo ancora oggi sulla parete verso mare della chiesa, scolpito in rilievo su granito bianco. E' ovvio che l'affresco sia stato commissionato come monumento funebre. Alla sua base doveva probabilmente esserci un sarcofago.

Intorno al XII° secolo vennero nel paese anche gli eremiti di Sant'Agostino: anch’essi edificarono una chiesa dedicata al loro santo e un convento (oggi sede arcivescovile). In questa epoca iniziano le controversie tra la chiesa fermana ed i monaci del borgo per la supremazia sui beni. Tali dispute si ripercuotevano anche sulla gestione del potere nel luogo. Spesso l'imperatore interveniva come arbitro nei conflitti stabilendo chi dovesse esercitare il potere. E' questo il periodo di Federico II e del figlio Manfredi: il primo contribuì all'ingrandimento e alla fortificazione del borgo con mura di cinta, favorendo lo sviluppo edilizio e la permanenza di qualche ufficiale del proprio esercito a presidio del nuovo castello; il secondo invece, contravvenendo alle disposizioni del padre e probabilmente venendo in appoggio alle richieste della nobiltà fermana, restituì al Vescovo di Fermo il dominio e l'amministrazione del borgo.
Intorno al 1300 il paese iniziò a conoscere una forma di amministrazione di tipo laico: venne infatti edificato il Palazzo dei Priori, luogo in cui si svolgevano pubbliche assemblee e processi civili. Su questo palazzo è ancora visibile oggi l'ampia apertura a tutto sesto che dava accesso ad una loggia dove si ritrovavano i cittadini per la definizione dei loro affari e dei loro scambi.

Nel '500 Torre di Palme diviene luogo preferito per il soggiorno di famiglie nobili della zona. In questo periodo infatti sorgono giardini e abitazioni. Alcune nobili famiglie inoltre intervengono nell'abbellimento degli edifici religiosi con interventi di ripristino e restauro. Alcune testimonianze le troviamo infatti nel portale della sagrestia e nei tabernacoli rinascimentali della Chiesa di Sant'Agostino e nell'architrave della Chiesa di San Rocco. In tali costruzioni comincia ad apparire uno stemma nobiliare che in seguito diventerà lo stemma del castello: tre torri sovrapposte con due palme marine ai lati. Nel corso degli anni in Torre di Palme hanno operato importanti artisti lasciando significativi lavori. I più importanti fra questi furono Carlo e Vittore Crivelli, ospiti degli Agostiniani eremiti, che dipinsero un polittico tutt'oggi custodito nella Chiesa di Sant'Agostino. Nei periodi successivi, cessando le ragioni di pericolo che avevano favorito gli insediamenti nel borgo, iniziarono lo sviluppo e l'urbanizzazione lungo la costa. Nel Settecento, sotto la piana in prossimità dell'attuale casello autostradale di Fermo-Porto San Giorgio, si svolse lo scontro tra le truppe napoleoniche e l'esercito napoletano. Nei periodi successivi all'Unità d'Italia, Torre di Palme figura tra i comuni del Regno.

 

Visiona l'album fotografico di Torre di Palme

© Copyright foto www.FermoMia.it

-> Escursione al Bosco del Cugnolo di Torre di Palme

 

Nel 1875 tuttavia, venendo a mancare il numero di abitanti per la sopravvivenza del comune, secondo quanto stabilito dalle leggi dell'epoca, il paese dovette far fronte alle impetuose richieste da parte di Porto San Giorgio che in quel periodo viveva una fase di sviluppo urbanistico molto intensa. La legge infatti prevedeva che, se non ci fossero più state le condizioni per mantenere l'autonomia comunale, i piccoli paesi avrebbero dovuto annettersi al territorio di un comune più grande e confinante con il proprio. Vincenzo Dionisi, sindaco di Torre di Palme in quel periodo, non potendo fare altro per il mantenimento dell'autonomia comunale, volendo replicare alle intollerabili pressioni sangiorgesi, pronunciò la simpatica frase "Meglio essere divorati dai leoni che dagli insetti" e si adoperò per l'annessione al comune di Fermo, negoziando una serie di garanzie che il nuovo municipio doveva mantenere a vantaggio della popolazione del paese. Torre di Palme divenne quindi frazione del comune di Fermo.

Da vedere e visitare

Chiesa di Santa Maria a Mare
Risalente all’XI° secolo la chiesa è costituita da un complesso di tre chiese tra loro collegate che dimostrano una particolare artificiosità degli interventi di restauro avvenuti nel corso degli anni.

Chiesa di Sant'Agostino
Risalente al XII° secolo è di stile romanico. All' esterno la chiesa presenta due interessantissimi portali. Non meno belle sono le decorazioni delle tre ampie monofore. L'interno, costituito da un’unica navata, conserva resti di affreschi del periodo medioevale, un portale e due tabernacoli dell'epoca rinascimentale. L'altare maggiore è costituito da un antico sarcofago non appartenente alla chiesa. All'interno sono conservati un polittico di Vittore Crivelli (in cui tuttavia è evidente anche la mano del fratello Carlo) e una tavola di Vincenzo Pagani.

Chiesa di San Giovanni
La Chiesa risalente al X° sec. è una delle prime costruzioni del borgo. Costituita da conci di pietra, appare interessante per le linee architettoniche visibili nella parete laterale del lato sud. L'interno, restaurato agli inizi del 1900, non presenta elementi significativi dal punto di vista storico/artistico.

Palazzetto dei Priori
Risalente al XII° secolo, benchè modificato nel corso degli anni, presenta tuttavia le linee architettoniche dell'arco di apertura dell'ampia loggia e di due bifore in alto (oggi interamente murati). Sormontato a sinistra da un campanile a vela di costruzione successiva all'origine della struttura, ha nella facciata l'orologio civico a sinistra ed una meridiana di recente realizzazione a destra. All'interno vi sono delle tracce di affreschi.

Chiesa di San Rocco
Risalente al XVI° secolo fu costruita con laterizi e pietre provenienti dalla Chiesa di Sant'Agostino. L'esterno non presenta significativi elementi artistici. La facciata si presenta priva di ogni elemento architettonico di interesse e appare con il portale di accesso murato. Sopra il portale di accesso del lato destro vi è un architrave in cui è scolpito, in rilievo, lo stemma della contrada.

Belvedere
Punti panoramici: Piazza Risorgimento, Piazza Amedeo Lattanzi, Via Duca d'Aosta.

Resti di mura di cinta
Via Duca d'Aosta (torre di appostamento sormontata da merli ghibellini); Via Duca degli Abruzzi.

Bosco del Cugnòlo, (a 200 metri dal borgo) sentiero di interesse ambientale tra la flora mediterranea sulle pendici di un burrone denominato "fosso cupo", che conduce alla leggendaria "Grotta degli Amanti".

PERSONAGGI ILLUSTRI
Al momento non vi sono schede di riferimento.

MANIFESTAZIONI
- Mercatino dell'artigianato - Tutti i martedì di luglio & agosto
- La Notte Bianca di Torre di Palme – Agosto

Tipicità
Al momento non vi sono schede di riferimento.

© Copyright foto e testo Lorenzo Roscioli & www.FermoMia.it

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