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Alberto Spadolini ( 1907-1972) - Fermo

fermo_alberto_spadolini_paLa Scoperta del Bolero Spadò. Questa storia inizia nel 1978 quando scopro nella soffitta delle zie Giorgia e Maria Spadellini, sarte in via Medaglie d’Oro a Fermo, un vecchio scatolone contenente l’archivio di Alberto Spadolini, uno zio morto a Parigi nel 1972 di cui in realtà so ben poco.

All’interno sono stipate un centinaio di artistiche fotografie degli anni ’30, manifesti, libri, articoli, spartiti musicali, depliant degli spettacoli di danza e delle esposizioni di pittura in tutto il mondo.
Ho quasi dimenticato quella storia finché con la mia famiglia, nell’estate del 2004, trascorro le vacanze a Parigi. Mi reco sulla tomba di Spadolini nel cimitero parigino di Saint-Ouen e, con enorme sorpresa, mi avvedo che, a distanza di trent’anni dalla sua morte, qualcuno gli porta ancora fiori freschi. Nella speranza di rintracciare lo sconosciuto amico dello zio lascio nel sotto-vaso un bigliettino con il mio recapito.

Dopo qualche mese squilla il telefono… un accento francese… e, come per incanto, entro nel magico mondo di Spadolini. Novello Indiana Jones recupero un centinaio di preziosi documenti nelle biblioteche di Parigi; scopro una trentina dei suoi dipinti fra cui uno nella collezione dell’ex-Primo Ministro Giovanni Spadolini, suo lontano parente; ricevo in regalo il costume di scena indossato da Spadolini per danzare il “Bolero”; rintraccio alcuni dei suoi amici fra cui Stefano Papetti, Sergio Sadotti, Mariantonietta Zuccarini, e Nadia Mei, figlia di Gino, custode dell’unica fotografia ancora esistente in cui Spadolini danza con Joséphine Baker. Completamente sconosciuto fino al dicembre 2004 l’artista è diventato un caso internazionale: l’Ambasciata di Francia e l’Ambasciata di Svezia concedono il loro patrocinio alla prima Rassegna “Bolero-Spadò” del 2005 e il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi invia una medaglia per la scoperta; alla Rassegna dedicata a Spadolini che si svolge a Porto San Giorgio nel 2007, giunge il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, del Ministero dell’Università e della Ricerca, e poi lettere di felicitazioni dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e dal Presidente del Consiglio Romano Prodi; la rivista “Vogue”, che si era già occupata dell’artista marchigiano nel 1933, torna a parlare di lui nel 2007...

Ma chi è stato Alberto Spadolini? Certamente uno dei più misteriosi ed eclettici artisti del secolo scorso.
Negli anni ’20 è aiuto scenografo al Teatro degli Indipendenti di Anton Giulio Bragaglia con De Chirico e Marinetti; è giovane decoratore al Vittoriale ammirato da Gabriele D’Annunzio. Negli anni ’30 a Parigi è pittore apprezzato da Max Jacob e da Jean Cocteau; danzatore con Mistinguett e Joséphine Baker con cui ha una tempestosa relazione sentimentale; attore con Jean Marais e Jean Gabin; coreografo stimato da Maurice Ravel e da Paul Valery; e poi cantante, scultore, illustratore, sceneggiatore e regista di documentari, restauratore, giornalista,
poeta… Negli anni ’50 Spadolini è spesso nelle Marche: a Fermo apre un atelier presso la casa delle sorelle Giorgia e Maria Spadellini e restaura la Villa dei Conti Vitali, oggi Museo Comunale, e Villa Papetti; frequenta Porto San Giorgio dove abita la sorella Bice; per festeggiare la nascita del nipote Stefano egli dipinge la Santa Teresa
di Lisieux che dona alla Chiesetta di Porto Sant’Elpidio …

Marco Travaglini
Presidente Centro Internazionale
Studi e Ricerche “Alberto Spadolini”

UN TEMPO HANNO SCRITTO DI SPADOLINI:

- “La sua coreografia è in armonia con la partitura della musica del Bolero!” (Maurice Ravel)
- “Spadolini concretizza la visione del poeta!” (Max Jacob)
- “L’aristocratico della danza!”(Cécile Sorel)
- “Mitologico, mistico e faunesco! Visione di Spadolini.” (Paul Valery)
- “Se ero una ballerina è voi che avrei scelto come partner!” (Marléne Dietrich)
- “Spadolini ha una tecnica brillante e una grande bellezza di movimenti e di atteggiamenti.” Vogue, 1933
- “Uscito dal mio Teatro degli Indipendenti, dov’era anche scenografo, egli faceva il pittore a Montecarlo quando si rivelò lassù danzatore barbaro …” (Anton Giulio Bragaglia, 1950)
- “La trasfigurazione dell’anima nella danza, questa è la ricerca nell’ispirazione pittorica di Spadolini. Questa testimonianza psicologica trasmette delle vibrazioni interne del suo carattere costruito essenzialmente con la sua ispirazione emotiva del corpo umano in movimento. Per vero questo artista lavora in questo universo sensitivo trasponendolo con il genio che scaturisce dal suo cuore e dalla sua anima.” (Jean Cocteau, anni ‘50)

OGGI SCRIVONO DI SPADOLINI:

- “A Joséphine Baker, la regina del music-hall parigino sono state dedicate mostre, ricerche, biografie e film. Quel che ancora non si sapeva era la sua breve e travolgente storia d’amore e artistica con un ballerino italiano, Alberto Spadolini, suo coetaneo, nato a Ancona nel 1907 e morto a Parigi nel 1972. Spadò, le ‘danseur nu’, così lo avevano soprannominato i francesi …” (Specchio della Stampa, n. 520, 3 giugno 2006)

- “Custodita dalla patina del tempo, dal caso e da una tenace riservatezza, la vita straordinaria di Alberto Spadolini, marchigiano, pittore per formazione, danzatore per talento, emerge in frammenti avventurosi e leggendari, svelando uno dei più eclettici
artisti del Novecento…” (Vogue n.679, marzo 2007)

- “In questa storia ci sono uno zio e un nipote. Uno zio misterioso e un nipote curioso che s’incontrano poco finché la morte porta via lo zio e il caso lo restituisce al nipote. Che passa anni a ricostruirne la memoria, seguendo ogni filo di quel che ne è rimasto pur di fissarne il ricordo. Lo zio di questa storia è Alberto Spadolini, nato ad Ancona nel 1907, danzatore, coreografo, pittore e molto altro. Il nipote è Marco Travaglini,
autore di un libro dal titolo “Bolero-Spadò…” (Il Venerdì di Repubblica, 10 agosto 2007).

 

© Elaborazione Foto www.FermoMia.it
Autorizzazione alla pubblicazione per gentile concessione del Centro Internazionale Studi e Ricerche "Alberto Spadolini"
» www.albertospadolini.it
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* Tutti i diritti riservati 

* Un ringraziamento particolare al Prof. Marco Travaglini per aver aderito, collaborato e permesso la pubblicazione di questo documento in ricordo dell'artista Alberto Spadolini.

"Fermo Mia" sentitamente ringrazia il:

Prof. Marco Travaglini
Presidente Centro Internazionale
Studi e Ricerche “Alberto Spadolini”
» www.albertospadolini.it

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