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Fermomia: Il primo portale web della città di Fermo, del fermano e dei fermani D.o.c.  -   A cura di Piero Evandri
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Comprensorio di Fermo

fermo_girfalco_medaglione_ppLa Città di Fermo

 Arroccata sul colle Sabulo, ad una altitudine di 319 metri, tra le valli dei fiumi Ete Vivo e Tenna, si erge la città di Fermo. Fondata dai Sabini e colonizzata successivamente dai Romani (che diedero grande importanza strategica e storica alla città) visse momenti tragici quando venne devastata dai Goti e dai Visigoti. Archeologicamente si documenta già l'esistenza di Fermo durante l'età del bronzo tra l'VIII° - IV° Sec. A.C.. In questo periodo vengono collocati i primi sviluppi della civiltà Piceno-Fermana, testimoniati dai molteplici resti di mura megalitiche visibili in vari punti della città. Aprossimativamente nel 265 a.C. la prima colonia Latina stabilitasi sul colle Sabulo (Firmum-Picenum) cominciò a sviluppare le proprie potenzialità agricolo-pastorali, favorita dalla posizione ottimale tra mare e monti e dalla grande abbondanza di acqua. Passeggiando per le vie della città, non è difficile imbattersi nei numerosi monumenti che testimoniano la sua ricca storia. Primo monumento storico, unico in Italia nel suo genere, è il complesso architettonico sotterraneo denominato CISTERNE EPURATORIE ROMANE (opera idraulica di epoca Augustea). Perfettamente conservato, costruito fra il 40 e il 61 d.C., è composto da trenta grandi sale disposte su tre file parallele collegate tra loro. Il monumento mostra tutta l'ardita ambizione costruttiva e il livello di arte muraria conosciuto dai romani. Le cisterne avevano il compito di raccogliere l'acqua piovana e sorgiva che, depurata, serviva a rifornire la città e il suo navale (l'attuale Riviera Adriatica ove aveva sede il porto di Fermo). E' importante sapere che tale complesso è rimasto in funzione con solo due delle trenta sale fino alla fine del XIX° Sec. L'accesso al monumento è situato nella suggestiva via degli Aceti.

Non si può venire a Fermo e non visitare il museo archeologico presso il quale sono conservati reperti rappresentativi della storia del territorio. In esso oggi sono conservati oggetti che ci permettono di viaggiare nella preistoria del territorio fermano quali fibule, attrezzi, e monili; inoltre statue in bronzo della necropoli villanoviana (VIII°-VII° sec. a.C.), oggetti di epoca picena, urnette di età Etrusca e reperti di età Romana. Di estremo interesse sono la testa che ritrae l'Imperatore Augusto (I° sec. d.C.) e la stele sepolcrale di Tito Petilio Esportato (II°-III° sec. d.C.). Non di minor interesse le urnette cinerarie di forma cubica e cilindrica finemente decorate del I° sec. d.C., lapidi ed iscrizioni marmoree di ogni periodo storico e tanto ancora.
Sin dall'antichità, l'attuale Piazza del Popolo, grande spazio situato nel versante est del colle Sabulo, (considerato dalla popolazione fermana il baricentro della vita cittadina), in ogni periodo storico vide sviluppare Arte, Spettacolo, commercio e quant'altro servisse allo sviluppo ed al benessere della popolazione. La Piazza Grande venne strutturata nella maniera definitiva, quella che oggi possiamo ammirare, durante la reggenza degli Sforza  tra il 1438 ed il 1442.
La Piazza, circondata da palazzi sovrastanti colonnati con arcate a tutto sesto di estrema bellezza, mostra come primo impatto, entrando da Largo Calzecchi Onesti, il Palazzo del Governatore. Questo un tempo residenza del governatore e dei delegati dello stato pontificio, collega largo Calzecchi Onesti alla piazza mediante il suo portale tardo rinascimentale, iniziato nel 1532 e costruito in pietra e laterizio. Il palazzo, nella facciata simmetrica di origine rinascimentale, mantiene fregi originali (le eleganti finestre a frontespizio arenato e la balconata centrale), e rivela tutta la sua elegante architettura. Non meno importanti all'occhio del visitatore sono i due colonnati a portico che abbracciano lateralmente tutto il percorso della piazza. Tra essi spicca in particolare il loggiato di San Rocco del 1528. Formato da nove arcate facenti parte di un unico antico complesso conventuale, più volte rimaneggiato nei secoli, oggi restaurato, fornisce sale per convegni e mostre. All'interno è stata recuperata anche la sala della Cappellina (ex Chiesa San Rocco) visibile dallo stesso loggiato.

Ingresso nel lato sud ovest della piazza. Nel lato nord-ovest della piazza possiamo notare il palazzo degli studi. Questa elegante struttura di gusto barocco, costruita tra la fine del XVI° e gli inizi del XVII° secolo, è stata per 200 anni (fino al 1826) sede dell'antica università degli studi di Fermo.
Oggi è sede della biblioteca comunale ed è considerata tra le prime dieci d'Italia e la più ricca delle Marche per l'enorme patrimonio artistico culturale conservato in essa. Il palazzo, ristrutturato di recente, ospita nelle varie sale, fruibili dai visitatori e studenti, oltre 400.000 volumi tra cui 128 codici, 15.000 cinquecentine, 680 incunaboli dei quali i più antichi risalgono alla seconda metà del XV° secolo. Nei secoli numerose donazioni arricchirono il patrimonio della bibblioteca e tra queste spicca senza alcun dubbio quella effettuata nel 1720 dal Dott. Romolo Spezioli, (medico personale della regina Cristina di Svezia), che donò oltre 12.000 volumi. Tra essi è da notare il "Liber Horarum" (codice Membranaceo del sec. XV° comprendente carte finemente miniate) appartenuto alla regina Cristina. La biblioteca conserva inoltre più di 7000 stampe e disegni di autori famosi. In fine, nella sala oggi chiamata del mappamondo (che fu la sede iniziale della biblioteca nell'anno 1511, poi ufficializzata definitivamente nel 1688), è possibile ammirare l'enorme globo terracqueo realizzato dall'abate fabrianese Silvestro Amanzio Moroncelli nel 1713. Tornando alla struttura esterna il corpo centrale del palazzo è ornato da una balconata sovrastata da una nicchia che ospita la statua di Maria Assunta in cielo patrona della città di Fermo. A completare l'estetica del palazzo contribuisce uno splendido orologio, tutt'ora funzionante, risalente al XVIII° secolo.

Collegato al palazzo degli studi da una loggetta pensile, possiamo ammirare il palazzo dei Priori (Sec. XIII°-XVI°). L'edificio di epoca rinascimentale, iniziato nel 1296, presenta differenti forme architettoniche, dovute ai vari rimaneggiamenti effettuati nel XV° sec fino al completamento risalente all'anno 1590. Il palazzo, arricchito da fasce di travertino che incorniciano i bordi esterni e le finestre, è completato da una doppia scalinata collegata ad una loggia d'ingresso sormontata dalla statua in bronzo di Papa Sisto V°. Questa, venne fortemente voluta e realizzata dal comune di Fermo in riconoscimento dell'illustre concittadino Felice Peretti, Vescovo della Città e poi divenuto Papa Sisto V°. Il bronzo venne realizzato nel 1588 da Accursio Baldidetto detto il Sansovino. Sulla sinistra della facciata è possibile inoltre notare la meridiana solare. Il palazzo, oggi sede di una ricca pinacoteca, conserva opere di estremo valore quali "l'adorazione dei pastori" (detta anche "natività") di Peter Rubens, i polittici del Bonomo, di Andrea da Bologna e del Crivelli. Inoltre, arazzi fiamminghi, ceramiche di valore, statue e non per ultime le "storie di Santa Lucia" di Jacobello del Fiore, completano la collezione d'arte. All'interno del palazzo è conservato il celebre "Marguttu", manichino originale del tempo, che veniva utilizzato come bersaglio nei tornei cavallereschi. Oggi tali rievocazioni storiche vengono vissute dalla città nel periodo estivo grazie al Palio dell'Assunta, cavalcata storica del 400 che si svolge in costume ogni anno il 15 di Agosto. Da sempre la presenza religiosa in città ha creato un forte punto di riferimento per la popolazione del territorio. In piazza, il palazzo Arcivescovile, risalente al 1391, ne è una delle attuali testimonianze. E' importante sapere che la diocesi di Fermo è attualmente la più grande della regione Marche. Continuando il nostro percorso alla scoperta dei monumenti sacri della città, non possiamo non nominare le chiese più antiche di Fermo: "San Zenone", costruita nel 1171, e la chiesa di Sant' Agostino con il suo annesso oratorio di Santa Monica. Non meno importante è il tempio barocco di San Filippo, complesso di impareggiabile bellezza architettonica con l'annesso convento oggi divenuto, dopo lunghi restauri, il palazzo di giustizia della città.

Non certo di minore importanza sono le chiese di San Pietro, San Gregorio e del Carmine. In esse vengono conservate diverse opere di arte marchigiana. Notevole importanza riveste il tempio di San Francesco, struttura di impareggiabile bellezza gotica, oggi monumento nazionale. Salendo per via Mazzini, sulla sinistra possiamo notare l'ingresso del prestigioso teatro dell'Aquila, (uno tra i più grandi d'Italia) innaugurato nel 1790 e costruito dall'architetto Cosimo Morelli di Imola. Negli anni successivi, sino al 1797, per inconvenienti tecnici riscontrati durante le rappresentazioni, l'architetto Giuseppe Lucatelli di Mogliano apportò delle modifiche che diedero al teatro la forma che oggi, dopo l'ultimo restauro completato nel 1997, possiamo ammirare.
Proseguendo per via Mazzini incontriamo il monumento dedicato a "Sancto Sabino", patrono di Fermo, che fa da anticamera al vasto parco sul colle del "Girone". Questo nel medioevo ospitava la grande Rocca fortificata del Girfalco distrutta, per volontà del popolo, il 20 Febbraio 1446. Rimase, come unico monumento, la grande Cattedrale (romano-gotica) del Duomo dedicata a Maria Assunta in cielo. Questa venne realizzata (agli inizi del 1200) da Mastro Giorgio da Como in pietra d'Istria in parte lavorata ed in parte scolpita. Al centro della facciata è posto il grande portale ad arco sormontato da una grande cuspide che incastona e protegge un bronzo raffigurante Santa Maria Assunta. Completano la facciata lo splendido rosone originale del 1348 e la torre con campanile dalle eleganti bifore. Queste testimoniano il lungo lavoro effettuato nei decenni che seguirono fino al sec. XIV° per la realizzazione dell'opera. La cattedrale successivamente subì ulteriori modifiche e rimaneggiamenti. Oggi della struttura originale rimane solo il grande atrio con il particolare monumento funebre dedicato a Visconti D'Oleggio. E' stato inoltre inaugurato il Museo Diocesano che comprende numerosi beni culturali religiosi. Nella città i tanti ruderi di origine romana si legano in maniera armonica alle vecchie mura di fortificazione medioevale che nei secoli anno protetto la città dalle incursioni barbariche e saracene. Il centro storico, parte più antica della città, tutt'ora è racchiuso all'interno delle mura fortificate che rafforzate con torri a pianta sia pentagonale che quadrata conservano ancora resti di merlature Guelfe e Ghibelline.

In perfetto stato di conservazione sono giunte a noi anche tre delle quattro porte principali di ingresso alla città. Porta San Giuliano (ingresso Ovest) completa di torre fortificata e merlata, Porta Santa Caterina (ingresso Sud) e Porta Sant'Antonio (ingresso Nord) con torre di vedetta. Si presume che il lato est della città, dove troviamo Porta San Francesco (non giunta a noi sotto la forma originale fortificata), doveva essere sicuramente il più controllato essendo il principale punto di ingresso aperto verso il mare. Porta San Francesco, servita da fontane che venivano utilizzate come punto di ristoro per i viandanti del tempo, ha come reperto principe il complesso delle fonti di San Francesco da Paola. All'ingresso di Porta Santa Caterina possiamo ammirare la fontana detta del Mascherone; altre fontane di grande interesse, che possiamo trovare all'interno del centro storico sono, la fontana delle Pisciarelle e la fontana Ginnetti con mascheroni e decorazioni barocche. All'esterno delle mura, percorrendo la strada che collega Fermo a Porto San Giorgio, sulla destra possiamo ammirare Villa Vitali, struttura voluta dai conti omonimi e oggi patrimonio cittadino. Al suo interno ospita interessanti musei a carattere scientifico: il Museo Polare "S. Zavatti" nel quale sono conservati cimeli e strumenti utilizzati dalle popolazioni esquimesi e materiali di alcune spedizioni storiche dell'Artico; il Museo delle Scienze Naturali, con la collezione Ornitologica "Salvatori" (con esemplari oggi estinti); il salone del Meteorite caduto nella nostra città. Si può ammirare inoltre la collezione delle apparecchiature fotografiche "Matacotta Cordella" e la Biblioteca dei Ragazzi di ogni età. All'esterno la struttura comprende un ampio parco utilizzato nei periodi estivi per concerti e spettacoli vari. Ma Fermo non è tutta qui. Potremmo continuare a visitare per giorni e giorni le vie caratteristiche, le contrade che si animano nel periodo del Palio e assaporare la cucina caratteristica del territorio con tutte le sue tipicità ed i suoi vini. Fermo è un "Gran Tour" per tutte le età, tra gioielli d'arte, di storia, di folklore e d'artigianato. Se non siete mai venuti fate tappa da noi, se ci siete stati tornerete sicuramente a trovarci.

 

© Testi Alessandra Di Ruscio - www.FermoMia.it
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