Comprensorio di Sant'Elpidio a Mare - Montegiorgio
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Il territorio Cereali e foraggio, girasoli e ortaggi, uliveti e vigneti, frutteti, strade vicinali che si inerpicano sulle colline e ne scendono tortuose, fiancheggiate ancora da querce secolari, fan da contorno a una architettura rurale significativa per quantità e qualità delle strutture la quale ancora annovera esempi ragguardevoli di case di terra, senza tralasciare le numerose fonti disseminate per la campagna e di chiese rurali tuttora segni di una religiosità popolare diffusa. Cenni Storici Aleggia ancora la "bella favola" di Veregra, originario insediamento romano. La storia però ci documenta: Castello Farfense già dal IX° sec.; e poi, via via, luogo deputato per gli insediamenti monastici (benedettini, francescani, agostiniani, più tardi cappuccini), partecipe delle vicende guerresche del medioevo, intrighi, lotte intestine, supremazie violate e riconquistate, capitani di ventura e signori, municipalità contesa ........ e poi il dominio della chiesa, fino all'unità d'Italia. I montegranaresi ? Sempre laboriosi e schivi, con i problemi di tutti e di sempre: il controllo delle acque da difendere, le tasse da pagare, le guerre e le carestie, la fame e la preghiera. Un Santo è nato quì: San Serafino da Montegranaro, cappuccino, fervore da vendere e una vita spesa per il prossimo, quello più debole. E' morto nel 1604 ma è ancora vicino a tutti. Giuristi e letterati, ecclesiastici, prelati e politici. Da vedere e visitare Archivio Storico delComune di Montegranaro La Biblioteca Comunale Le Case della Fede La priorale dei Santi Filippo e Giacomo, antichissima, austera, scrigno storico del paese, con una cripta, la cripta di sant'Ugo (ma non era una cripta, bensì il primo insediamento, poi inglobato da riedificazioni successive) custode di un ciclo di affreschi strepitoso (anno 1299 e seguenti) uno dei più belli del comprensorio, dove presepi e crocifissioni, adorazioni di magi e visite al sepolcro, miracoli del Santo e decollazioni, composti e austeri, sfilano sulle lunghe pareti, testimonianze del bel tempo che fu. Sulla piazza principale, e oltre, i segni di un fervore religioso, solido e duraturo. La chiesa di San Francesco e il portale duecentesco dell'ex pievania del Santissimo Salvatore, del convento la prima, lacerto sublime in cotto il secondo. All'interno del tempio, una superba Immacolata in legno dei primi del sec. XIX, voluttuosa nel panneggio quanto tenera nell'incarnato: immagine-culto della devozione paesana. Chiesa di San Pietro, piccola e settecentesca, antico appannaggio delle famiglie-bene, di pianta ovale, con raffinatissimi stucchi dove foglie e fiori, ghirlande e putti, rosoni e geometrie compongono la magica decorazione della cupola ribassata, sotto la quale si imposta un pavimento in cotto a motivi stellati. Santuario di San Serafino, il poverello cappuccino fu innalzato alla gloria degli altari il 16 luglio del 1767. Comincia il fervore dei lavori per la nuova chiesa e per un più dignitoso e capiente convento: correva l'anno 1774! L'interno: arte cappuccina doc! Altari di legno scolpito, tabernacoli come templi, figure esemplari dell'ordine entro nicchie per tutta la navata, pale con santi, frati, crocifissi e madonne, un aura severa e orante! Porta Marina (l'antica porta San Francesco). Il Teatro La Perla I Palazzi Pubblici e Privari Il Palazzo Comunale, robusto, austero, fabbrica tardo-settecentesca (1792, architetto Virginio Bracci), ma ai piani terreni i recenti restauri fanno riemergere un affresco (1622) di stemmi e cappelli vescovili con nappe rosse e verdi: la sala del potere. I soffitti di acclarato stile neoclassico mostrano sfingi e grifoni, ghielande e grottesche, stemmi e scudi, marine, paesaggi montani e lacustri, fantasie architettoniche. Al primo piano si trovava un piccolo teatro, "La Fenice" (poi - correva l'anno 1898 - "Ermete Novelli"), di due ordini, con pilastrini e balaustre in ghisa e un soffitto a cielo aperto dove svolazzavano tra le nuvole putti e ghielande, dei e muse, sotto la direzione di Goldoni e Rossini (due clipei ai lati del boccascena). Il Convento dei Padri Agostiniani, settecentesco, svettante tra le case e gli orti del centro storico, complesso venusto e grandioso, con torre campanaria (quella della vecchia chiesa di Sant'Agostino) e ampio chiostro dove affacciano finestre incorniciate e arcate a tutto sesto e lesene. E ancora i sei-settecenteschi Palazzo già Ranier Luciani sulla piazza, Palazzo Cruciani, Palazzo Conventati verso Porta Marina; cotto a profusione e interni elegantemente sobri, dai soffitti affrescati con mitologie e grottesche. PERSONAGGI ILLUSTRI San Serafino da Montegranaro - (sec XVI°) Santo nato a montegranaro. MANIFESTAZIONI Festa di San Giuseppe - 19 marzo. TIPICITA' Pregevolissima manifattura calzaturiera.  Si ringrazia l'amministrazione comunale di Montegranaro per la concessione del materiale e l'apporto fornito alla realizzazione delle pagine. |
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