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Il luogo, soprattutto nel periodo estivo, è meta di numerosissimi visitatori per via della notevole presenza di testimonianze architettoniche dei precedenti periodi storici e della stupenda collocazione ambientale. In epoca successiva i Canonici Lateranensi costruirono il Convento e la Chiesa di Santa Maria a Mare. Il priore di questo convento doveva essere molto importante perchè esistono numerose "Bolle Pontificie" (documenti papali) che assegnavano a questa chiesa la supremazia su altre della zona: il controllo sui beni delle chiese vicine era addirittura superiore a quello che il papa conferiva allo stesso Vescovo di Fermo. La notevole importanza del priore è anche dimostrata da un affresco tuttora esistente all'interno della chiesa. L'autore di quest'opera raffigurante la Madonna col Bambino, Santa Caterina d'Alessandria e San Paolo, dipinse inginocchiato e di dimensioni inferiori a quelle dei santi, proprio il priore del convento, committente del dipinto. In alto al centro è raffigurata l'immagine di Cristo Benedicente con ai lati, due angeli. A sinistra invece, vi sono delle scritte ormai illeggibili che sicuramente indicavano il nome del priore raffigurato; sulla destra, a forma di scudo, viene inoltre raffigurato lo stemma della famiglia del monaco. Esso ha la forma di scacchiera di colore giallo oro e verde scuro (da questo affresco sono stati infatti presi i tipici colori che contraddistinguono la contrada di Torre di Palme durante il Palio dell'Assunta). Al centro dello scudo, in alto, vi è uno stemma a forma di stella marina. Un analogo stemma lo troviamo ancora oggi sulla parete verso mare della chiesa, scolpito in rilievo su granito bianco. E' ovvio che l'affresco sia stato commissionato come monumento funebre. Alla sua base doveva probabilmente esserci un sarcofago. Intorno al XII° secolo vennero nel paese anche gli eremiti di Sant'Agostino: anch’essi edificarono una chiesa dedicata al loro santo e un convento (oggi sede arcivescovile). In questa epoca iniziano le controversie tra la chiesa fermana ed i monaci del borgo per la supremazia sui beni. Tali dispute si ripercuotevano anche sulla gestione del potere nel luogo. Spesso l'imperatore interveniva come arbitro nei conflitti stabilendo chi dovesse esercitare il potere. E' questo il periodo di Federico II e del figlio Manfredi: il primo contribuì all'ingrandimento e alla fortificazione del borgo con mura di cinta, favorendo lo sviluppo edilizio e la permanenza di qualche ufficiale del proprio esercito a presidio del nuovo castello; il secondo invece, contravvenendo alle disposizioni del padre e probabilmente venendo in appoggio alle richieste della nobiltà fermana, restituì al Vescovo di Fermo il dominio e l'amministrazione del borgo. Nel '500 Torre di Palme diviene luogo preferito per il soggiorno di famiglie nobili della zona. In questo periodo infatti sorgono giardini e abitazioni. Alcune nobili famiglie inoltre intervengono nell'abbellimento degli edifici religiosi con interventi di ripristino e restauro. Alcune testimonianze le troviamo infatti nel portale della sagrestia e nei tabernacoli rinascimentali della Chiesa di Sant'Agostino e nell'architrave della Chiesa di San Rocco. In tali costruzioni comincia ad apparire uno stemma nobiliare che in seguito diventerà lo stemma del castello: tre torri sovrapposte con due palme marine ai lati. Nel corso degli anni in Torre di Palme hanno operato importanti artisti lasciando significativi lavori. I più importanti fra questi furono Carlo e Vittore Crivelli, ospiti degli Agostiniani eremiti, che dipinsero un polittico tutt'oggi custodito nella Chiesa di Sant'Agostino. Nei periodi successivi, cessando le ragioni di pericolo che avevano favorito gli insediamenti nel borgo, iniziarono lo sviluppo e l'urbanizzazione lungo la costa. Nel Settecento, sotto la piana in prossimità dell'attuale casello autostradale di Fermo-Porto San Giorgio, si svolse lo scontro tra le truppe napoleoniche e l'esercito napoletano. Nei periodi successivi all'Unità d'Italia, Torre di Palme figura tra i comuni del Regno.  -> Visiona l'album fotografico di Troore di Palme  Nel 1875 tuttavia, venendo a mancare il numero di abitanti per la sopravvivenza del comune, secondo quanto stabilito dalle leggi dell'epoca, il paese dovette far fronte alle impetuose richieste da parte di Porto San Giorgio che in quel periodo viveva una fase di sviluppo urbanistico molto intensa. La legge infatti prevedeva che, se non ci fossero più state le condizioni per mantenere l'autonomia comunale, i piccoli paesi avrebbero dovuto annettersi al territorio di un comune più grande e confinante con il proprio. Vincenzo Dionisi, sindaco di Torre di Palme in quel periodo, non potendo fare altro per il mantenimento dell'autonomia comunale, volendo replicare alle intollerabili pressioni sangiorgesi, pronunciò la simpatica frase "Meglio essere divorati dai leoni che dagli insetti" e si adoperò per l'annessione al comune di Fermo, negoziando una serie di garanzie che il nuovo municipio doveva mantenere a vantaggio della popolazione del paese. Torre di Palme divenne quindi frazione del comune di Fermo. Da vedere e visitare Chiesa di Santa Maria a Mare Chiesa di Sant'Agostino Chiesa di San Giovanni Palazzetto dei Priori Chiesa di San Rocco Belvedere Resti di mura di cinta Bosco del Cugnòlo, (a 200 metri dal borgo) sentiero di interesse ambientale tra la flora mediterranea sulle pendici di un burrone denominato "fosso cupo", che conduce alla leggendaria "Grotta degli Amanti". PERSONAGGI ILLUSTRI MANIFESTAZIONI Tipicità © Copyright foto e testo Lorenzo Roscioli & www.FermoMia.it Tags: |
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We have 41 guests online| 19/05/2012 | Ore |
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Torre di Palme è un antico borgo medioevale che sorge sulle pendici di una collina situata a ridosso del litorale adriatico, quattro chilometri a sud della località di Porto San Giorgio. Essa è una frazione del comune di Fermo sin dal 1875; attualmente, nel centro storico delimitato dalle antiche mura, risiedono 800 abitanti.







