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La mela rosa è stata sempre prodotta tra i 450 e i 900 mt. di altitudine nelle zone pedocollinari, fino alle valli appenniniche e ai versanti dei Monti Sibillini. Negli ambienti più freschi e nelle zone pedemontane trova la sua migliore collocazione, poiché qui sviluppa le caratteristiche organolettiche di maggior pregio. La pianta presenta un'ottima resistenza al freddo ed i frutti resistono bene alla ticchiolatura ed alle più comuni avversità biotiche. Dunque si può tranquillamente dire che la mela rosa è idonea per una coltivazione a basso impatto ambientale poiché non ha bisogno di particolari trattamenti antiparassitari, soprattutto se paragonata a varietà più diffuse sul mercato. Le mele rosa dei Monti Sibillini sono piccole, irregolari, leggermente schiacciate e con un peduncolo cortissimo. Il colore è verdognolo con sfumature che vanno dal rosa al rosso violaceo e all’arancio. La polpa è acidula e zuccherina, il profumo intenso e aromatico. Oltre ad essere preziosa perché dotata di sostanze antiossidanti, la mela rosa può essere utilizzata per produrre l’aceto di mele e la birra alle mele, mentre le bucce vengono richieste da ditte di cosmesi che le lavorano per ottenere prodotti contro l’invecchiamento della pelle. Tags: |
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We have 42 guests online| 19/05/2012 | Ore |
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Nel 1998 la Comunità Montana dei Sibillini decise di reintrodurre l’antichissima coltivazione della “Mela Rosa”, completamente abbandonata in quanto poco appariscente se paragonata alle mele moderne: grandi, colorate e regolari.







