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Teatro Comunale del Leone - S. Vittoria in Mat.

santa_vittoria_teatroLa costruzione dei teatri dei centri maggiori e minori della regione Marche rientra in un ampio programma di rinnovamento urbano che si prolunga fino alla prima metà dell’Ottocento per concludersi alle soglie del nuovo secolo.

Nel Settecento il Teatro non è più un evento da consumare nelle dimore dell’alta nobiltà; esso diventa concretamente il luogo dove rappresentare in modo stabile il proprio status sociale, entra definitivamente a far parte dello stile di vita della classe dirigente.

I Teatri, come centro di aggregazione e di rappresentazione delle gerarchie sociali, nascono raramente per iniziativa pubblica e molto più frequentemente per iniziativa di un gruppo di privati cittadini. Si formano le società Teatrali di condomini, cioè di “caratisti” che s’impegnano a versare una determinata somma per la costruzione di un “ Teatro condominiale”, di cui riceveranno in proprietà uno o più palchi a secondo della cifra che si sono impegnati a versare.
Prima costruiti in legno, all’interno del Palazzo Comunale o di altro Palazzo pubblico, vengono successivamente costruiti ancora in legno in edifici appositamente destinati allo scopo. Infine, quando la domanda di spettacolo cresce ulteriormente, fino ad assumere rilevanza cittadina, vengono costruiti in muratura su progetto di celebri architetti, divenendo in breve tempo delle strutture private ad uso pubblico d’importanza pari al Palazzo Comunale alla Cattedrale. Gli statuti delle società di condominio tengono rigorosamente conto delle gerarchie sociali nell’assegnazione dei palchi, nel fissare il principio della inalienabilità del diritto di proprietà del palco, che può essere trasmesso per via ereditaria soltanto in linea maschile, per cui in mancanza di eredi maschi esso ritorna  a disposizione della Società di condomini. Nel contempo si tende a mettere tutti i possessori di palchi sullo stesso piano attraverso un sorteggio annuo, in modo da consentire una rotazione fra palchi comodi e scomodi, impedendo che i primi siano goduti sempre dalle stesse famiglie, come è possibile desumere da uno dei più antichi regolamenti teatrali deliberato dal consiglio Comunale di San Severino il 6 marzo del 1699. L’edificio teatrale del Settecento, strutturato con una platea, due o tre ordini di palchi (con al centro il palco riservato alle autorità) e un loggione, non fa altro che riproporre la gerarchia sociale del tempo con le sue distinzioni e separazioni.

A Santa Vittoria in Matenano nasce  l’esigenza di una struttura teatrale pubblica nei primi anni dell’Ottocento.  Così tra il 1807 e il 1808 si costituisce una Società di condomini che fa richiesta al Comune del salone che si trova nel Palazzo Comunale del XIII secolo per costruirvi un teatro a palchetti. Il Comune concede la sala con delibera del 4 ottobre 1812, riservandosi la proprietà delle mura perimetrali, della copertura e di due palchi, mente i condomini sono proprietari delle strutture interne con l’obbligo della manutenzione. Il nuovo impianto, costruito probabilmente su progetto dell’architetto Pietro Maggi, viene inaugurato nel 1815 con il nome di “ Teatro del Leone”. Esso presenta una conformazione a U con tre ordini di palchi (dieci nel primo, undici nel secondo e nel terzo ordine), mentre la facciata presenta linee architettoniche neoclassiche ed è annessa all’antica torre civica.
Dopo alcuni lavori di riparazione, eseguiti nel 1824 e nel 1828, il Teatro resta pressoché inutilizzato fino al 1863, quando viene ceduto in proprietà a dei privati.
Un violento incendio lo distrusse nell`aprile del 1965 causando la perdita completa delle decorazioni e dorature, della volta e delle capriate in legno. La successiva ricostruzione ne stravolse completamente la tipologia.
Il Teatro, a causa dell`abolizione del terzo ordine, della volta e di tutte le decorazioni, perse il suo fascino ed il suo splendore.
L`intervento di recupero e ricostruzione, ad opera dell`Amministrazione Comunale, dopo il terremoto del 1997, ha coinvolto nel ripristino l`intero complesso: la ricostruzione del terzo ordine, della volta, del palcoscenico, delle quinte , dei camerini e di tutto ciò che rende funzionante e vivo un piccolo Teatro; evidenziando una lettura tipologica del passato e conservando intatta la memoria strutturale delle proprie origini.

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