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Fermomia: Il primo portale web della città di Fermo, del fermano e dei fermani D.o.c.  -   A cura di Piero Evandri
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La Mela Rosa dei Sibillini - Montefortino

la_mela_rosa_dei_sibillini_paNel 1998 la Comunità Montana dei Sibillini decise di reintrodurre l’antichissima coltivazione della “Mela Rosa”, completamente abbandonata in quanto poco appariscente se paragonata  alle mele moderne: grandi, colorate e regolari.

Furono raccolte le gemme delle ultime piante rimaste, poi diffusi e coltivati i germoplasti affinchè si potesse riprendere e proteggere la sua coltivazione.
La mela rosa è stata sempre prodotta tra i 450 e i 900 mt. di altitudine nelle zone pedocollinari, fino alle valli appenniniche  e ai versanti dei Monti Sibillini.
Negli ambienti più freschi e nelle zone pedemontane trova la sua migliore collocazione, poiché qui sviluppa le caratteristiche organolettiche di maggior pregio.
La pianta presenta un'ottima resistenza al freddo ed i frutti resistono bene alla ticchiolatura ed alle più comuni avversità biotiche. Dunque si può tranquillamente dire che la mela rosa è idonea per una coltivazione a basso impatto ambientale poiché non ha bisogno di particolari trattamenti antiparassitari, soprattutto  se paragonata a varietà più diffuse sul mercato.

Le mele rosa dei Monti Sibillini sono piccole, irregolari, leggermente schiacciate e con un peduncolo cortissimo. Il colore è verdognolo con sfumature che vanno dal rosa al rosso violaceo e all’arancio. La polpa è acidula e zuccherina, il profumo intenso e aromatico.
Questo tipo di mela ha inoltre un’altra caratteristica che la rende preziosa: la sua  serbevolezza. Infatti si raccoglie nella prima decade di ottobre e  si conserva perfettamente fino ad aprile, diventando man mano più buona, perchè la polpa, soda e compatta, con il tempo si ammorbidisce.
Nel 2000 è stato istituito un Presidio Slow Food per le mele rosa dei Monti Sibillini sostenuto dalla Regione Marche - Assessorato Agricoltura e dalla Comunità Montana dei Sibillini..
I Produttori  si sono organizzati in una Associazione denominata “ROSA”, che nasce con lo scopo di favorire la produzione, la raccolta, la tutela la valorizzazione e la commercializzazione del pregiato frutto.
Tutto con l’obbiettivo finale di ottenere il riconoscimento delle mele rosa dei Monti Sibillini quale prodotto a D.o.p., al fine di tutelarne l’origine e la produzione nel territorio di riferimento ed inoltre difenderne il Presidio.

Oltre ad essere preziosa perché dotata di sostanze antiossidanti, la mela rosa può essere utilizzata per produrre l’aceto di mele e la birra alle mele, mentre le bucce vengono richieste da ditte di cosmesi  che le lavorano per ottenere prodotti contro l’invecchiamento della pelle.
La birra che si ottiene dalla lavorazione della mela rosa è una birra cruda, quindi non pastorizzata, non filtrata e fatta con il metodo dell’alta fermentazione e con una seconda rifermentazione, che avviene in bottiglia.
Il risultato è una birra bionda speciale, con una gradazione alcolica di 5 gradi e mezzo.
Un prodotto di nicchia che vede i suoi estimatori e consumatori in continua crescita.
La mela rosa viene prodotta in undici comuni del territorio fermano ed ascolano: Amandola, Comunanza, Force, Montedinove, Montefalcone Appennino, Montefortino, Montelparo, Montemonaco, Rotella, Santa Vittoria in Matenano e Smerillo.

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