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Petritoli
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18 Km from Fermo, on the ill that divides the central Aso valley and the river Ete Vivo basin at 358 meters over the sea level, you may admire Petritoli. It owesits origins (about the year 1000) at the opera of Farfensi monks. It was born with the name of Rodolfo Castle, probably after to a feudatory monkof the period, and remained under the dominion of Farfensi until it passed to Transarico, baron of Saltareccia, a relative of powerful lords of Brunforte. In the year 1055 it was given to the bishop Ermanno from Fermo, remaining under the jurisdiction of Fermo bishop up to the year 1198. Then coming back under the protection of Farfa church, Petritoli succeeded to rule by itself until the year 1250 and then falling definitely under the dominion of Federico II. During the followingyears Petritoli suffered occupations, destructions and sacks; the most famous is the one of Giorgio Malatesta, in the year 1349, that pushed the town to the misery. Then one other came, in the 1351, this time by the Ascoli people. Then Petritoli alternated periods of self administration, thank to the mercy of some Popes, to periods of submission under the jurisdiction of Fermo. Important historical moment was about the 1517 when the Fermo jurisdiction, trying to annex Petritoli, put it under a longsiege. Under the Napoleonic dominion the town got the title of Cantone and a wide jurisdiction. Petritoli besides took part to the military campaign of Risorgimento. Actually Petritoli has 2560 inhabitants and a territory of Kmq 23,77. It annexes to itself two hamlets.
MOREGNANO: this rural little place was town council until the 1869. Inside its little historical centre the visitor may admire Palazzo Trenta, former Municipal townhouse and the parish church dedicated to Saint Vittore and Corona. The church keeps insidea oil painting on canvas of the 1753 of unknown marchigiano artist, representing Saint Antonio and S. Francesco of Paola.
VALMIR: Recently constituted, it is situated along the SS. 433 Valdaso road; here grow up a relevant agricultural activity specialized in vegetables and fruit. However the commercial sector and the handicraft are very important.

 
 



A 18 Km da Fermo, su una cresta collinare che fa da spartiacque tra la media valle dell' Aso ed il bacino del fiume Ete Vivo, ad una altitudine di 358 metri sul livello del mare, è possibile ammirare Petritoli. Deve le sue origini, risalenti intorno l'anno 1000, all'opera dei monaci Farfensi. Nacque con il nome di castel Rodolfo, attribuibile probabilmente ad un monaco feudatario del periodo, e rimase sotto il dominio feudale dei Farfensi fino a quando passò a Transarico, barone di Saltareccia, parente dei potenti signori di Brunforte. Nell'anno 1055 venne ceduto al vescovo Ermanno di Fermo, rimanendo sotto la giurisdizione dei vescovi fermani fino all'anno 1198. Ritornato successivamente sotto la protezione della chiesa Farfa, Petritoli riuscì a governarsi in proprio sino all'anno 1250, per poi cadere definitivamente sotto il dominio di Federico II°.
Nei secoli successivi Petritoli subì occupazioni, distruzioni e saccheggi: il più famoso è quello eseguito da Galeotto Malatesta, nell'anno 1349, che ridusse il paese alla miseria. Ne seguì un'altro, nel 1351, questa volta per opera degli Ascolani. Successivamente Petritoli alternò periodi di autonomia, grazie alla clemenza di qualche pontefice, a periodi di sottomissione alla giurisdizione di Fermo. Momento storico rilevante fu il periodo attorno all'anno 1517 in cui la giurisdizione fermana, pur di annettere Petritoli, non esitò ad imporre al paese un lungo assedio. Sotto il dominio napoleonico il paese ebbe invece il titolo di Cantone ed una vasta giurisdizione. Petritoli inoltre partecipò alle campagne militari del risorgimento.
Attualmente Petritoli conta 2560 abitanti e un'estensione territoriale pari a 23,77 Kmq. Annette a se due frazioni.
Frazione di Moregnano: Questo piccolo centro rurale fu comune sino al 1869. All'interno del suo piccolo centro storico offre al visitatore la possibilità di ammirare Palazzo Trenta, ex Palazzo comunale, e la Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Vittore e Corona. Questa al suo interno conserva un dipinto olio su tela datato 1753, di ignoto artista marchigiano, rappresentante Sant' Antonio e San Francesco di Paola.
Frazione Valmir: Di recente costituzione dislocata lungo la S.S. 433 "valdaso" a visto crescere in questi ultimi anni una fiorente attività agricola specializzata nel settore dell'ortofrutta. Non di minore interesse riveste il settore artigianale e commerciale.

 
 
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